Come diventare Avvocato: l’iter formativo completo

Come diventare avvocato? La strada è piuttosto lunga, ma in questa guida troverai uno schema esaustivo su come realizzare il tuo sogno

“Se è così duro studiare legge... come si spiega che ci sono così tanti avvocati?” Questa frase di Calvin Trillin esprime in parte l’attuale mondo dell’avvocatura, anche se necessita di una correzione.

Ottenere la laurea in Giurisprudenza è davvero un duro processo, eppure in molti continuano a scegliere questo percorso. Un po’ perché a volte è considerata una sorta di jolly, un po’ perché effettivamente si tratta di una laurea richiesta dal mondo del lavoro e che apre tante porte.

Però ci sono ancora molte persone che intraprendono il corso di laurea in Giurisprudenza perché sognano di stagliarsi in un’aula di tribunale come avvocati. Non è una strada così romantica e priva di ostacoli, ma conoscere il “nemico” aiuta sempre: vediamo quindi nello specifico come diventare avvocato.

Come diventare avvocato: laurea e pratica forense

Uno dei requisiti che forse non avreste mai immaginato riguardo a come diventare avvocato è… laurearsi in Giurisprudenza. A parte gli scherzi, è necessario aver conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza a ciclo unico della classe LMG-01, oppure una Laurea Triennale in Giurisprudenza che si concluda con un biennio magistrale (sempre LMG-01).

Inoltre è importante scegliere l’Università giusta: per differenziarvi rispetto all’elevato numero di studenti in legge, potreste iscrivervi a una delle 11 Università Telematiche presenti in Italia. I futuri avvocati che decidono di studiare Giurisprudenza online acquisiranno una visione di ampio respiro grazie al metodo d'apprendimento innovativo presente negli Atenei Telematici: questi si basano infatti sulla teledidattica, che permette di seguire in modalità virtuale le lezioni, ma anche seminari e webinar. Inoltre, alla fine del percorso accademico, si otterrà comunque un titolo di laurea riconosciuto dal Miur.

Dopo aver conseguito la laurea - online o convenzionale che sia - presso un'Università di Giurisprudenza, il laureato dovrà svolgere la pratica forense presso uno studio legale di uno o due avvocati (chiamati dominus) che risultino iscritti da almeno 5 anni all’Albo professionale degli avvocati.

È il primo passo per prepararsi al futuro, perciò è necessario scegliere uno studio che tratti diverse tipologie di diritto, in modo da essere preparati a tutto tondo per l’esame di abilitazione. Durante il praticantato sarà ideale che il futuro giurista partecipi alla redazione di atti processuali.

L’attività forense dura 18 mesi e per diventare avvocato il tirocinante dovrà partecipare ad almeno 20 udienze del proprio dominus per ogni semestre, facendo annotare la propria presenza nel verbale di udienza e nel libretto della pratica.

Dopo aver svolto sei mesi di tirocinio, il futuro avvocato può partecipare alle udienze anche da solo, in sostituzione del suo dominus.

Una novità è rappresentata dal fatto che i laureati iscritti alla pratica dal 28 settembre 2018 dovranno frequentare un corso di formazione di 160 ore, accanto ai 18 mesi di praticantato da avvocato. Vi sono delle opzioni alternative che possono sostituire in parte la pratica forense:

  • 12 mesi di Scuola di Specializzazione
  • 12 mesi presso L’Avvocatura dello Stato, presso l’Avvocatura Distrettuale dei Comuni o altri enti pubblici, o presso gli uffici giudiziari.
  • 6 mesi di praticantato in uno studio legale in un altro Paese dell’Unione Europea.
  • 6 mesi di tirocinio durante l'ultimo anno di corso di laurea, in caso ci sia una convenzione in tal senso tra la propria Università e l'ordine forense.

N.B.: A causa dell’emergenza Covid-19, sono state introdotte alcune modifiche riguardanti il tirocinio da avvocato: ad esempio, il Decreto-legge 22/2020 del 9 aprile 2020 ha dato la possibilità di svolgere anche a distanza le attività pratiche per l'abilitazione, o ancora ha ridotto a 16 mesi il tirocinio per chi avesse conseguito la laurea in giurisprudenza nella sessione di cui all'articolo 101 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18. Naturalmente, non sappiamo per quanto ancora saranno in vigore queste misure.

Esame di abilitazione da avvocato

In seguito all’attività forense, si potrà effettuare l’esame di abilitazione per diventare avvocato, costituito solitamente da tre prove scritte e da una prova orale.

Tuttavia, l'emergenza Covid-19 ha cambiato le carte in tavola: innanzitutto, le prove dell'esame di avvocato relative alla sessione 2020 sono state spostate prima a dicembre 2020 e poi ad aprile 2021. Infine, è stato deciso che la data d'inizio delle prove sarebbe stata il 20 maggio 2021. L'altra modifica è che solo per quest'anno, invece di fare tre prove scritte e una orale, i candidati avrebbero sostenuto due prove orali: la prima è una discussione di una questione pratico-applicativa e la risoluzione di un caso su una materia a scelta dell'aspirante avvocato, mentre la seconda verte sulle conoscenze teoriche in diverse discipline.

Una volta passato l’esame di abilitazione ci sarà la soddisfazione dell’iscrizione nell'albo degli avvocati, che decreta l’appartenenza a tutti gli effetti alla professione. Ma con i piaceri arrivano anche i doveri, come l’iscrizione alla Cassa Forense con il relativo obbligo di versare i contributi (che per i primi anni saranno agevolati). Dopo aver seguito la procedura su come diventare avvocato, si hanno di fronte a sé diverse opzioni:

  • Esercitare la funzione di avvocato individualmente
  • Aprire uno studio in associazione con altri colleghi avvocati (dividendosi le spese)
  • Aprire un vero e proprio studio associato con altri avvocati (dividendosi anche i guadagni)

Alternative all’esame di abilitazione

Ci si può iscrivere all’albo senza sostenere l’esame di abilitazione se:

  • Si è stati professori universitari di ruolo in materie giuridiche per cinque anni
  • Si è stati magistrati ordinari, militari, amministrativi o contabili
  • Si è stati Avvocato dello Stato

In caso non si riuscisse a superare l’esame, si può comunque esercitare come avvocato senza abilitazione l’attività stragiudiziale, che comprende ad esempio la redazione di contratti e di pareri, le consulenze, le messe in mora o gli arbitrati. Si diventerebbe in questo caso un consulente legale, la cui attività è lecita purché non finalizzata alla successiva difesa in giudizio.

Alternative alla professione di avvocato

Se strada facendo vi accorgerete che la professione di avvocato non fa per voi, potreste anche intraprendere nuovi sbocchi. Ad esempio gli avvocati possono partecipare all’iter per diventare notaio, a patto che abbiano esercitato almeno per un anno. In questa maniera la pratica notarile obbligatoria per accedere al concorso da notaio durerà solo 8 mesi.

Inoltre hanno anche modo di diventare magistrati: devono essere iscritti all’albo degli avvocati, dopodiché potranno affrontare il tirocinio presso gli uffici giudiziari. Altrimenti, allontanandosi dalle aree strettamente legali, l’avvocato potrà anche lavorare nel campo della Pubblica Amministrazione o nelle imprese private, occupandosi di organizzazione del lavoro e del personale.

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