Come Diventare Notaio: la guida completa

Se vuoi intraprendere la strada notarile ma non sai bene come funzioni, questa guida su come diventare notaio è adatta a te.

Ci sono molte verità e alcuni falsi “storici” sul come diventare notaio. Innanzitutto è vero che si tratta di un mestiere di prestigio, ma per arrivare a ricoprire questo ruolo è necessario mostrare dedizione e pazienza. Invece in molti pensano ancora che per diventare notaio bisogna avere connessioni di tipo parentale. In realtà il concorso prevede una preparazione piuttosto impegnativa, che permette solo ai più meritevoli di accedere alla carriera notarile. Lo sforzo sarà però ripagato da una professione dall’elevata caratura.

Come diventare notaio: la pratica notarile

Il primo requisito per diventare notaio è possedere la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, oppure una laurea in Giurisprudenza triennale che confluisca però in un biennio della magistrale. Dopo aver conseguito il titolo, il laureato potrà avviarsi verso la pratica notarile che dura 18 mesi. Si può anche svolgere la pratica notarile abbreviata anticipando 6 mesi durante l’ultimo anno di università. Ecco la procedura su come diventare notaio tramite la prima fase rappresentata dalla pratica:

• Ci si rivolge direttamente a uno studio notarile, oppure si chiede al Consiglio Notarile locale di designare un notaio dove svolgere la pratica.
• Presso il Consiglio Notarile si presenta anche la domanda di ammissione alla pratica notarile, iscrivendosi al registro dei praticanti. Il periodo di pratica si deve completare entro 30 mesi dall’iscrizione.
• Ogni due mesi di tirocinio il praticante dovrà consegnare un certificato di frequenza rilasciato dal notaio dove è impiegato.
• Alla fine della pratica notarile il tirocinante presenterà un altro certificato, firmato sempre dal notaio, che ne attesti il compimento.

Possono diventare notai anche i funzionari dell’ordine giudiziario e gli avvocati che abbiano esercitato almeno per un anno (in questo caso il certificato del notaio va esibito mensilmente). Per tali figure la pratica dura 8 mesi invece di 18.

Infine ricordiamo che la domanda di ammissione alla pratica notarile va presentata in maniera tempestiva, dato che il Consiglio Notarile che deve deliberare al riguardo si riunisce periodicamente. La velocità può fare la differenza in alcuni casi, permettendo al futuro notaio di accedere al concorso notarile, le cui modalità sono illustrate qui sotto.

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Il concorso notarile

Chi termina la pratica entro i 45 giorni successivi alla pubblicazione del bando può partecipare al concorso per notaio, che è nazionale e si tiene una volta all’anno a Roma. L’ultimo concorso si è svolto nei giorni 1-2-3-4-5 aprile 2019: durante i primi due giorni si consegnano i codici che i candidati useranno durante le prove scritte, le quali si svolgono nei 3 giorni dopo e durano ciascuna 8 ore.
La prova scritta per diventare notaio presenta la redazione di tre atti, valutati complessivamente. Ecco quali sono:

• Un atto tra vivi
• Un atto tra vivi (diritto commerciale)
• Un atto di ultima volontà (testamento)

Una volta superato lo scritto, l’aspirante notaio potrà sostenere la prova orale sempre a Roma, ma in altro periodo (di fatto le prove scritte prevedono tempi di correzione molto lunghi). La parte orale contempla tre prove che verteranno su:

• Diritto civile e commerciale
• Disposizioni riguardo le imposte indirette
• Disposizioni sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili

Dopo diverso periodo, che può variare da 8/10 mesi a un anno, il Ministero della Giustizia (che si occupa di bandire il concorso, tra l’altro) compila la graduatoria dei vincitori. Come avete visto, l’esame da notaio non è certo una passeggiata, perciò potreste prendere in considerazione l’idea di frequentare una Scuola organizzata solitamente dai Consigli notarili, in modo da prepararvi al meglio. Infine vi ricordiamo che si può tentare il concorso per almeno 5 volte, ma non oltre i 50 anni d’età.

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La nomina a notaio

Il Ministero della Giustizia, oltre a stilare la graduatoria dei vincitori, assegna loro le sedi presso le quali dovranno avviare lo studio notarile entro tre mesi. Il notaio non ha tempo di riposarsi, insomma; infatti, una volta avviato lo studio, deve prestare giuramento al Tribunale della sede presso la quale è impiegato. A quel punto il notaio può ricevere il sigillo, di cui segnerà l’impronta insieme alla propria firma presso il proprio Consiglio Notarile di appartenenza, risultando così iscritto a tutti gli effetti al proprio ruolo. Finalmente il notaio potrà assolvere alle sue funzioni.

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Le funzioni del notaio

E quali sono le sue funzioni, per l’esattezza? Prima di tutto, è necessario specificare che diventare notaio significa diventare un pubblico ufficiale, sebbene svolga il suo ruolo in regime di libertà professionale. Del resto vi è un detto che recita “Tanto più notaio, tanto meno giudice”: se il notaio redige in maniera conforme alla legge gli atti di competenza, le probabilità di ricorrere al giudice per eventuali contenziosi sono minime. Gli atti notarili devono dunque resistere alle variazioni del tempo grazie alla propria legalità e solidità. Il notaio ha anche il compito di riscuotere per conto dello Stato le imposte collegate agli atti, versando annualmente le imposte indirette. Al fine di compiere con lungimiranza queste mansioni, il notaio dovrà possedere un’elevata conoscenza giuridica, datagli dalla sua frequentazione del corso di laurea in Giurisprudenza. Un ottimo modo per rendere unico il proprio percorso universitario, e differenziarsi così dall’ampio numero di aspiranti notai, è quello di iscriversi a un’Università Telematica: qui il futuro notaio potrà acquisire tutte le nozioni relative alla sua professione, approfittando al tempo stesso di una formazione multidisciplinare grazie alla teledidattica. Infatti sulla piattaforma telematica degli Atenei Online, oltre alle più classiche lezioni, l’iscritto troverà seminari e videoconferenze per essere sempre aggiornato sulla propria disciplina.

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