Come diventare Magistrato: laurea, concorso e tirocinio

Quali sono i requisiti per accedere alla magistratura? Scoprilo nella nostra guida su come diventare magistrato.

Se il tuo sogno è lavorare nella magistratura, sappi che dovrai affrontare un iter piuttosto intenso, le cui fasi principali contemplano il percorso accademico e il successivo concorso pubblico. Ma in cosa consistono esattamente, e quali sono i requisiti richiesti per accedere al concorso? Rispondiamo a tutte queste domande nel nostro articolo su come diventare magistrato.

Come diventare magistrato: la laurea

Come diventare magistrato infografica

Il primo passo per diventare magistrato è ottenere una laurea in legge a ciclo unico (classe LMG-01). Quindi, nel caso si fosse conseguita solamente una laurea triennale in Giurisprudenza, è necessario completarla con un biennio magistrale per poter ambire alla magistratura.

Se ti chiedi dove studiare legge, sappi che troverai tale corso di laurea anche negli Atenei Telematici: la teledidattica permette al corsista di apprendere gli argomenti d’esame dove e quando preferisce, e pertanto risulta particolarmente congeniale a chi intende diventare magistrato, dato che si tratta di un percorso che richiede lunghi periodi di studio in via autonoma. Inoltre chi decide di studiare Giurisprudenza online otterrà alla fine del percorso un titolo valido a tutti gli effetti, in quanto le Università Telematiche sono legalmente riconosciute dal MIUR.

Come si diventa magistrato: accesso al concorso

Una volta conclusa la fase accademica, il futuro magistrato deve scegliere anche una di queste tre strade per accedere al concorso bandito dal Ministero della Giustizia:

  • frequentare la Scuola di specializzazione per professioni legali, la quale dura 2 anni e rilascia un diploma. La Scuola dà la possibilità di effettuare un tirocinio di almeno 18 mesi negli uffici giudiziari, altro requisito fondamentale per fare il concorso da magistrato;
  • compiere un’attività forense di almeno 18 mesi presso l’Avvocatura dello Stato (che in questo caso può sostituire il tirocinio di cui sopra negli uffici giudiziari);
  • conseguire il dottorato di ricerca in materie giuridiche.

Possono accedere al concorso per magistrato anche gli abilitati all’esercizio della professione forense iscritti all’Albo degli avvocati (a patto che non siano incorsi in sanzioni di tipo disciplinare); i giudici amministrativi o contabili; i magistrati onorari; i docenti universitari in materie giuridiche; i dipendenti pubblici con qualifica dirigenziale da almeno 5 anni; i procuratori dello Stato.

Inoltre, chi intende accedere al concorso della magistratura (che si può tentare per non più di 3 volte) deve:

  • possedere la cittadinanza italiana e l’esercizio dei diritti civili
  • essere incensurato
  • presentare l’idoneità fisica alla mansione

Per poter accedere al concorso, infine, è necessario collegarsi al sito del Ministero della Giustizia, dove il candidato potrà registrarsi e compilare la domanda di partecipazione, pagando inoltre un contributo di 50 euro per le spese concorsuali.

Prove del concorso da magistrato e tirocinio

Il concorso per diventare magistrato si compone di una parte scritta e una orale. La prima si articola nella stesura di tre temi, rispettivamente di diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.

Se si supera questa fase ottenendo almeno un punteggio di 12 su 20 in ogni tema, allora il candidato potrà accedere alla prova orale, nella quale si prenderanno in disamina i seguenti argomenti:

  • Diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano
  • Procedura civile
  • Diritto penale
  • Procedura penale
  • Diritto commerciale e fallimentare
  • Diritto del lavoro e della previdenza sociale
  • Diritto amministrativo, costituzionale e tributario
  • Diritto comunitario
  • Diritto internazionale pubblico e privato
  • Elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario
  • Colloquio su una lingua straniera a scelta fra inglese, spagnolo, francese e tedesco

Chi passa anche questa fase… non ha ancora finito il suo percorso per entrare nella magistratura. Di fatto l’iter prevede anche un tirocinio da magistrato, retribuito e della durata di 18 mesi, da svolgere presso gli uffici giudiziari della Corte d'appello. Durante questo periodo si acquisisce il titolo di magistrato ordinario e si viene seguiti da un altro magistrato già in ruolo. Se alla fine dello stage il tirocinante viene riconosciuto idoneo, allora può diventare magistrato a tutti gli effetti.

Differenza tra giudice e magistrato

Sebbene il percorso universitario e il concorso per accedere alla professione di magistrato e giudice siano gli stessi, riguardo a queste due figure c’è spesso un po’ di confusione. In sintesi si può dire che la differenza tra giudice e magistrato consiste nel fatto che il primo si inserisce in un quadro più specifico rispetto al secondo (tuttavia ogni giudice si configura come un magistrato).

Chi si chiede come diventare giudice sarà chiamato infatti a decidere di casi penali, civili, amministrativi o tributari, mentre chi desidera diventare magistrato si configurerà come titolare di un ufficio pubblico. In altre parole, è un funzionario investito di poteri giudiziari, o, in taluni casi, dei compiti di pubblico ministero.

Come si diventa magistrato: quali tipologie esistono?

Il pubblico ministero è una delle tipologie della professione di magistrato. Egli si occupa essenzialmente di indagare su un crimine affiancando la polizia giudiziaria, avviando se necessario il processo penale, dove può esercitare il ruolo della difesa o dell’accusa.

Chi intende diventare pubblico ministero apparterrà nello specifico alla categoria dei magistrati togati: questi sono dei dipendenti pubblici che svolgono la funzione giurisdizionale a tempo indeterminato. Il magistrato o giudice togato viene nominato attraverso il concorso pubblico, come abbiamo visto sopra.

Inoltre esiste anche la figura del magistrato onorario, ossia colui che esercita la professione solo per un certo periodo. Per quest’incarico non riceverà retribuzione ma solo un’indennità per l’attività svolta. Rientrano all’interno di questo scenario ad esempio il giudice di pace, il giudice onorario di tribunale, il giudice ausiliario di Corte d’appello e tanti altri ancora.

DOMANDE FREQUENTI

CONTATTACI PER UNA CONSULENZA GRATUITA

Se necessiti di maggiori informazioni, non esitare a scriverci, ti risponderemo fornendoti una consulenza del tutto gratuita nel minor tempo possibile.

    Autorizzo al trattamento dei dati personali, come esplicitato Informativa sulla Privacy

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

    SEI INTERESSATO AD UN CORSO DI LAUREA ONLINE?

    CHIEDI INFO